22 Ottobre 1975 - Storia della Strage di Querceta
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"All'alba del 22 ottobre 1975, all'incirca verso le ore 6,30, forze di Polizia appartenenti alla 2º Compagnia Mobile della Questura di Pisa, ed altre Squadre Mobili di Viareggio, Lucca e La Spezia, nel quadro di una più vasta operazione intesa alla prevenzione e repressione dei reati di rapine, nonché di detenzione e possesso illegittimo di armi, si portavano [...] in località Querceta di Forte dei Marmi, per eseguire una perquisizione domiciliare nell'abitazione di proprietà di Federigi Domenico, sita al nº 115 di via del Lago..."
Dalla sentenza della Corte d'appello di Firenze (5 luglio 1976)
Quando i poliziotti si avvicinarono, dalla casa un giovane, Giuseppe Federigi, chiese agli agenti chi fossero e cosa volessero.
Gli agenti si qualificarono ed entrarono nell’abitazione; all’interno si trovava però l’evaso ricercato Massimo Battini, armato di mitra, che aprì il fuoco contro di loro, uccidendo sul colpo gli appuntati Lombardi e Femiano. Ferì inoltre al braccio e alla testa il brigadiere Mussi che, nel tentativo di trovare riparo, venne poi ucciso.
Inoltre, il giovane complice, nel tentativo di fuggire, ferì gravemente a colpi di rivoltella il maresciallo Giovambattista Crisci e altri tre agenti.
Alla fine, entrambi i malviventi furono arrestati e, al momento dell’arresto, Battini si dichiarò “prigioniero politico”, appartenente al gruppo eversivo “Lotta armata per il comunismo”.
Il brigadiere Gianni Mussi, appartenente al Commissariato di Viareggio, era sposato e padre di un figlio di tre anni. La moglie era inoltre in attesa di un secondo figlio, nato poco dopo la morte del padre.
L’appuntato Armando Femiano, appartenente alla Questura della Spezia, era sposato e padre di tre figli.
L’appuntato Giuseppe Lombardi, appartenente al Commissariato di Viareggio, era anch’egli sposato e padre. Ormai prossimo alla pensione, aveva insistito per partecipare all’operazione.
Per la Strage di Querceta essi furono riconosciuti come “vittime del terrorismo” e insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Civile. In particolare, la decorazione “alla memoria” venne conferita ai tre poliziotti uccisi nell’agguato: Gianni Mussi, Giuseppe Lombardi e Armando Femiano; anche il maresciallo Giovambattista Crisci, gravemente ferito ma sopravvissuto, ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Civile per il comportamento tenuto durante l’azione.

