27 Gennaio 2023 - Giorno della Memoria

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   Lucca 27 gennaio 2023.

   Oggi la Sezione di Lucca dell'Associazione Nazionale della Polizia di Stato - e altre Associazioni Combattentistiche e d'Arma, hanno presenziato alla cerimonia del Giorno della Memoria su invito della Prefettura e della Provincia di Lucca.

     L’evento, che si è tenuto nella Sala del Trono della Provincia, ha visto la consegna simbolica di una medaglia d'onore concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla memoria di Carlo Tomei, cittadino lucchese all'epoca deportato in Germania dal 3 marzo 1944 al 3 maggio 1945.
   A occuparsi di questo gesto è stato il Prefetto di Lucca Francesco Esposito, che, alla presenza del Sindaco di Lucca Mario Pardini e del Presidente della Provincia Luca Menesini, ha consegnato questo riconoscimento ai familiari del defunto - alla figlia Assunta, al nipote Diego, e al pro-nipote Samuele.

   Alla cerimonia erano presenti anche alcune autorità civili e militari locali, e alcuni studenti del 3° anno del Liceo Sportivo dell’Istituto E. Fermi-Giorgi  di Lucca.

   Carlo Tomei nacque a Lucca il 30 aprile 1924. Chiamato alle armi nel 1943 come soldato semplice, rimase ferito nel settembre 1943 e ricoverato nell’Ospedale Militare di Firenze; durante i giorni dell’armistizio Carlo Tomei non aderì alla Repubblica Sociale Italiana, per cui nel marzo 1944 venne fatto prigioniero e deportato dall'Ospedale Militare in Germania, tra le altre centinaia di migliaia di Internati Militari Italiani (IMI). Soltanto dopo la liberazione del maggio 1945 tornò in Italia.

    

    Come ha sottolineato nel suo intervento il il presidente Menesini: “Quella degli internati militari è una storia meno conosciuta. Una storia di stenti, fame, schiavitù, gelo, bombardamenti. Uomini che diventano numeri, ma non si danno per vinti. Che non smarriscono mai la dignità e la volontà di opporsi ai soprusi e di contrapporre la solidarietà umana all’egoismo. Quella di Carlo Tomei e dei circa 600mila internati militari che merita davvero di essere conosciuta e condivisa: uomini che scelsero di dire ‘no’ alla Repubblica Sociale Italiana. Che scelsero di non collaborare”.


    Questo evento è stato un’occasione per sottolineare il grande valore della stretta relazione tra storia e memoria, in particolar modo per le nuove generazioni - che si trovano a farsi carico, come le precedenti, dell’importante compito di ricordare questi terribili avvenimenti che hanno segnato in modo indelebile il nostro passato.
   Il Prefetto di Lucca ha colto infatti l’occasione, davanti agli studenti della classe terza del Polo Liceale Tecnico e Professionale Fermi Giorgi, di ricordare come tutto fosse iniziato dalla firma delle leggi razziali, per poi arrivare alla persecuzione dei cittadini ebrei fino alle loro deportazioni; al loro fianco, vennero deportati anche coloro che si opposero al progetto di sterminio, proteggendo i perseguitati e salvando altre vite a rischio della propria.

   Si sono poi susseguiti gli interventi del Presidente della Provincia Luca Menesini, del Sindaco di Lucca Mario Pardini e della rappresentante della Comunità Ebraica a Pisa Lia Gennazzani.
 
   Durante gli interventi sono state citate due frasi di Primo Levi, superstite della Shoah e autore di saggi, poesie, e di racconti che testimoniarono le atrocità viste e subite all’interno del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz. Queste due frasi, che ora vengono qui riportate, vanno per l’appunto a rimarcare l’indissolubile legame tra storia e memoria, invitandoci a non dimenticare come si giunse a questi tragici eventi.
     "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario".
   "L'Olocausto è una pagina del libro dell'Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria".