Ogni anno in tutti i comuni d'Italia si rinnova la commemorazione dei soldati che hanno perso la vita in tutte le guerre, celebrando insieme la Festa dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate.
In questa giornata di memoria, di ricordo dei Caduti, noi dell'ANPS facciamo gli onori a quei giovani soldati, di cui non abbiamo mai conosciuto neppure il volto, per avere sacrificato la loro vita in difesa della nostra Patria; il nostro commosso pensiero non può non andare anche ai nostri Caduti della Polizia di Stato e alle loro famiglie.
Nessuno di loro avrebbe voluto perdere la vita, ma l'hanno persa in difesa di qualcuno e per assicurare benessere ai cittadini. Nessuno avrebbe voluto combattere, ma lo hanno dovuto fare.
Le famiglie di tutti i Caduti, che siano del tempo della guerra che è stata o della guerra che tutti noi viviamo nei giorni nostri, avevano la morte nel cuore quando i loro figli partirono per andare al fronte o in servizio per svolgere altrettante e non meno delicate e pericolose operazioni di polizia, una per tutte la lotta alla mafia e ad altre forme di criminalità organizzata.
Per fare un accostamento tra il passato ed i tempi odierni, ci salta in mente una citazione "attuale" del Magistrato Giovanni Falcone: "Un uomo fa quello che è suo dovere fare, costi quel che costi. Questa è la base di tutta la moralità umana”.
Ecco perché noi dell'ANPS partecipiamo a queste manifestazioni, perché abbiamo il dovere di non dimenticare tutti i Caduti in guerra o in servizio e tramandare alle giovani generazioni quei valori che ci hanno accompagnato in tutta la nostra vita.
Viva l'Italia, viva le Forze Armate e di Polizia, viva l'ANPS.